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Capacità di improvvisare: la differenza tra improvvisarsi ed essere improvvisatori

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Quando parliamo di public speaking, una delle attitudini da allenare è la capacità di improvvisare.

La capacità di usare l’improvvisazione quando si parla in pubblico è vista generalmente come un’attitudine personale. Questo perchè, di solito, il verbo improvvisare ha nella nostra cultura una connotazione negativa, dovuta al fatto che improvvisare è sinonimo di “fare qualcosa senza una adeguata preparazione”.

Qualcuno la chiama l’arte di arrangiarsi, qualcun altro si vanta dicendo che si tratta di una caratteristica tutta italiana. Non so te, ma a me questa cosa infastidisce non poco. Io credo sia il caso di mettere i puntini sulle i e di fare le dovute precisazioni.

Rileggi bene almeno tre volte quello che ho scritto nel primo paragrafo.

Ho scritto che devi avere la capacità di improvvisare, ma ho anche scritto che per riuscire a farlo ti devi allenare!

Già, senza preparazione non si va da nessuna parte, te ne parlo anche in questo articolo. Chi non ha un’adeguata preparazione resta un dilettante allo sbaraglio. Questo vale anche per l’improvvisazione, che è una competenza che si può e si deve allenare. Si, è vero che l’esperienza insegna, e che puoi risolvere un problema rifacendoti ad un episodio analogo che hai già vissuto, ma sapere che esistono delle tecniche di improvvisazione può essere per te un grande vantaggio.

 

Gestire gli imprevisti quando si parla in pubblico

Puoi avere preparato per bene tutto il tuo intervento ma gli inconvenienti sono sempre dietro l’angolo, si sa, e per chi parla in pubblico la cosa peggiore che si possa fare, quando accade qualcosa di inatteso, è di fare come se niente fosse.

Io catalogo gli imprevisti in 3 categorie:

  1. Ambientale: è qualcosa che non dipende né da te, né dall’uditorio, tipo un microfono che improvvisamente non funziona, il riscaldamento della sala che si guasta, cambio di programma dell’organizzazione che ti dimezza il tempo a disposizione, ecc…
  2. Contestuale: è qualcosa che ti arriva dal tuo uditorio, tipo pubblico distratto, domande provocatorie, reazioni inattese, ecc…
  3. Personale: è qualcosa di legato a te, tipo un forte raffreddore che ti fa starnutire di continuo, una macchia di caffè sulla camicia bianca giusto un minuto prima di iniziare, ecc…

Ora, premesso che buona parte degli imprevisti si possono prevenire o prevedere e quindi avere già pronto un piano B (microfono di riserva, camicia di ricambio, tecniche per tenere alta l’attenzione del pubblico o gestire il dissenso, ecc…), ci sono inconvenienti che puoi gestire solo utilizzando la tua capacità di improvvisare.

 

Alcuni consigli per improvvisare

Ti riporto di seguito alcune regole base dell’improvvisazione.

Un buon improvvisatore deve essere un grande ascoltatore.

Un buon oratore lo stesso. Se vuoi parlare in pubblico efficacemente, devi fare quello che fai prima di tutto per il tuo pubblico, è per loro che sei lì. Il che non significa che sei lì per i loro applausi per te. Chiariamoci. Significa che sei lì per dare loro qualcosa. Devono andarsene da lì arricchiti dal tuo intervento.

Un buon improvvisatore trasforma gli errori in opportunità.

Un buon oratore lo stesso. Fa in modo di inglobare nel suo intervento gli inconvenienti che possono capitare. E questo lo può fare se è allenato dire la parola che più frequentemente usa un improvvisatore che è:”SI”. Vale a dire accetta qualunque cosa succeda, compreso qualcuno che ha un punto di vista diverso dal suo.

Ti riporto di seguito un video (sottotitoli a cura di improvvisatori.it) dove l’improvvisatore americano Dan O’Connor spiega come, secondo lui, il mondo sarebbe un posto migliore se tutti imparassero a improvvisare.

 

Andrea Masiero
Andrea Masiero
Papà di Leonardo e Daniele. Attore e formatore. Aiuto le persone a parlare in maniera efficace davanti al pubblico.

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