Come far fallire un discorso in pubblico

L’ingrediente segreto di un discorso in pubblico di successo.
2 Gennaio 2024

Usare la paura come alibi porta a far fallire un discorso in pubblico

 

Molte persone scelgono deliberatamente di far fallire un discorso in pubblico. O meglio, il loro atteggiamento e il loro comportamento, porta inesorabilmente in quella direzione, anche quando l’atto in sé non è del tutto consapevole.

C’è infatti una dinamica che riscontro molto frequentemente in apertura di attività formative che prevedono performance, che si tratti di teatro o di public speaking.

Chiedo un volontario e dico che dovrà fare una cosa molto semplice. Quando questa persona esce dallo stare seduto in gruppo con gli altri, quello che sembrava un individuo perfettamente sano e in salute, diventa di colpo qualcuno che sembra debole e malaticcio.

Magari deve solo presentarsi e dire due cose su di sé, tuttavia prima di cominciare mette le mani avanti e inizia a parlare.

Non aspettatevi troppo, sono una schiappa, adesso mi tremerà la voce e voi vi annoierete ad ascoltarmi pensando che sono un caso disperato” e un mucchio di altre cose su questo tenore.

Ti riconosci?

Lo so benissimo che per molte persone, presentarsi di fronte a degli sconosciuti, o comunque mettersi al centro dell’attenzione, è qualcosa di davvero sfidante. Potrai pensare che si tratti di una reazione alla paura di parlare in pubblico o magari di un po’ di timidezza.

No, non è solo paura di parlare in pubblico, c’è dell’altro. Seguimi nella lettura e ti spiego cosa intendo.

I tuoi pensieri condizionano le tue parole e le tue parole incidono sulle tue azioni.

Se dichiari che fallirai ciò che stai per fare, vai tranquillo che fallirai, perché il tuo corpo e quindi le tue azioni, seguiranno le tue parole e i tuoi pensieri.

Divertirsi a parlare in pubblico

La mente e il corpo non sono due entità separate, ma bensì lavorano insieme. Perciò alimentare la mente con pensieri negativi ti porterà a usare un volume di voce basso, una postura chiusa e uno sguardo indeciso, cioè azioni inefficaci per parlare in pubblico con successo.

Una delle cose che continuo a ripetere nei miei contenuti e anche nei miei corsi è la necessità di trovare il proprio modo di divertirsi quando si parla in pubblico. Perché chi si diverte usa una postura aperta, sorride e parla con un volume di voce consono al contesto, il che significa aumentare a dismisura le possibilità di trasformare in successo un discorso in pubblico.

E vale anche il contrario: se usi una postura aperta e stabile, sorridi e parli con un volume adeguato sarà quasi inevitabile che finirai col divertirti.

E qui si apre il dibattito: siamo in un contesto professionale non posso essere divertente e poi c’è poco da fare, quella stramaledetta paura di parlare in pubblico non mi consente di essere a mio agio.

Allora, detto che puoi divertirti a parlare in pubblico anche in un contesto professionale, se il tuo problema è la paura di parlare in pubblico, devo dirti che molto spesso, sapere che hei del timore viene usato come un alibi.

Immagino la tua reazione: “Cosa cavolo stai dicendo Andrea!

Aspetta, prima di arrabbiarti, ti spiego cosa voglio dire.

Per seguirmi nel ragionamento devi partire dal fatto che parlare in pubblico è una performance, ma qualunque tipo di performance sarà migliore se affrontata con un pizzico di entusiasmo, di energia e di concentrazione.

E allora perché molte persone prima di un’attività di fronte ad altri mettono le mani avanti e dichiarano che falliranno? Perché difficilmente un volontario che si offre per un esercizio dirà “Sarà fantastico, voglio provare io per primo e sperimentare?

Perché vuoi far fallire un discorso in pubblico

La mente umana è una macchina meravigliosa ma per certi versi è anche perversa. Il nuovo spaventa, mentre avere la certezza di cosa sta per accadere è rassicurante, anche se ciò che sta per accadere è un fallimento. C’è meno disonore nel fallire una prova che non si ritiene di essere preparati a fare, quindi ci si sforza di sembrare inadatti per assolversi da un fallimento che si sa già che arriverà.

Con questo atteggiamento il fallimento è assicurato, ma chi lo adotta si sentirà confortato dall’avere il controllo sul proprio fallire. Il che è paradossale perché in poche parole, ti prepari la strada per quello che invece non vorresti avvenisse.

Ti torna?

Se chi sta per fare qualcosa davanti un pubblico, dicesse che sta per fare qualcosa di bello, perderebbe il controllo sulla dimensione del divario tra le aspettative che ha creato e quello che viene effettivamente creato.

Rileggi il paragrafo precedente, ti prego, perché è un concetto fondamentale.

Se dichiari che il pubblico sta per assistere a una performance di ottimo livello ma non sei sicuro che sarà così, aumenterai a dismisura l’ansia da prestazione. Se dichiari invece di fallire e poi fallisci davvero, dimostri coerenza, a te e agli altri.

Gli insegnati di improvvisazione Tom Salinsky e Deborah White, nel loro libro “Manuale di improvvisazione”, da cui ho preso spunto per questo articolo, dichiarano che “La sicurezza di un fallimento certo è più tranquillizzante della possibilità di un successo”.

Te la riscrivo perché anche questo è un passaggio mentale fondamentale: “La sicurezza di un fallimento certo è più tranquillizzante della possibilità di un successo”.

Di contro, annunciare con audacia un imminente successo è terrorizzante, perché se poi non avviene quanto promesso, la figura da cioccolataio che ti porti a casa è terribile!

Parlare in pubblico è una performance

Mettitela via, quando affronti una performance, qualunque essa sia, non puoi controllare tutte le variabili in gioco, puoi controllare solo quelle che dipendono da te, ossia la preparazione. E ti ho già spiegato che per preparazione intendo:

  • Conoscere il contenuto
  • Conoscere il pubblico
  • Conoscere la location
  • Conoscere il contesto
  • Avere provato il tuo discorso.

Ci sono però in campo anche altre variabili che è impossibile tenere sotto controllo. Perciò, mettiti l’animo in pace: errori, imprevisti, dimenticanze, problemi, contrattempi, ci saranno sempre.

Il tuo obiettivo non deve essere eliminarli, al massimo cercare di ridurli al minimo possibile, ma ci sarà sempre qualcosa che sfuggirà al tuo controllo e per aiutarti a gestire queste criticità non devi lasciare troppo spazio a quelli che nel coaching si chiamano pensieri limitanti. Tom Salinsky lo chiama il censore che c’è dentro di noi, in entrambi i casi si tratta di quella vocina che ci dice che non siamo capaci, che sbaglieremo, che faremo brutta figura, ecc, ecc, …

Affrontare una performance, dichiarando apertamente che si fallirà è un ottimo modo per aumentare il potere di quella di vocina e dargli forza. Perciò se vuoi far fallire un discorso in pubblico agisci in questo modo. Certo, non dichiararlo non ti dà la garanzia di successo, ma dichiararlo è un buon modo per andare incontro al fallimento certo.

Cosa puoi fare per evitare di far fallire un discorso in pubblico

Un articolo di blog non è sufficiente per darti la soluzione ma quello che puoi fare tu è iniziare ad ascoltarti. Il modo in cui ti parli determina la modalità con cui agisci. L’ho scritto anche qualche paragrafo sopra: i tuoi pensieri condizionano le tue parole e le tue parole incidono sulle tue azioni.

Per cui inizia a riconoscere le parole che usi per descriverti e per raccontare ciò che fai o che stai per fare e decidi se sono le parole più utili che puoi usare per fare al meglio quello che stai facendo. Se non le ritieni utili, cambiale o quantomeno, non usarle.

Se vuoi saperne di più su questi argomenti e su come gestire la paura di parlare in pubblico, contattami e scopriamo cosa possiamo fare insieme

Andrea Masiero
Andrea Masiero
Attore, Coach e Formatore. Mi piace vedere brillare gli occhi delle persone, quando si accorgono di riuscire a fare cose che neanche immaginavano di poter fare.

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