


Una delle domande più frequenti che ricevo è se sia meglio parlare in pubblico in piedi o da seduti. Mi pongono questa domanda sia gli allievi che partecipano ai miei corsi di public speaking che le persone che seguo in consulenze private, ma anche chi mi contatta per avere informazioni sulle mie attività formative.
In effetti è una domanda molto interessante perché il tuo corpo parla e quindi decidere che tipo di postura adottare va ad influire sull’efficacia del tuo messaggio.
Che fare dunque?
La mia risposta a questa domanda è che, se il contesto lo permette, io preferisco stare in piedi, perché il pubblico mi vede a figura intera e risulto quindi molto più comunicativo perché posso usare a mio favore tutta la forza del mio linguaggio del corpo.
Tuttavia, come potresti immaginare, non c’è una risposta univoca che vada bene sempre. La scelta se parlare in pubblico in piedi o da seduti dipende molto dal tipo di contesto, dal tipo di pubblico e dall’obiettivo che vuoi ottenere.
Se le aspettative, la logistica o la tradizione non prevedono un oratore in piedi, o se hai una condizione che non ti consente di stare in piedi, tipo una gamba ingessata, siediti pure. Puoi comunque essere dinamico anche da seduto perchè puoi sempre usare efficacemente la gestualità.
Detto che io preferisco parlare in piedi ogni volta che posso, (l’ho fatto anche quando avevo un menisco frantumato e per muovermi usavo le stampelle…) vediamo insieme quali sono i vantaggi e gli svantaggi di ciascuna scelta.
La scelta tra stare in piedi o seduti dipende molto dal contesto.
In una sala riunioni con pochi partecipanti, sedersi potrebbe essere più naturale. Ma se stai parlando a una platea più ampia, in piedi risulterai più visibile e il tuo messaggio più impattante. Quindi come prima cosa fai una analisi della situazione, del pubblico, dei tuoi obiettivi e del messaggio che vuoi trasmettere che dovrà essere coerente col tuo tipo di scelta.
Stare in piedi ti consente di usare tutto il tuo corpo per comunicare, ma se sei qualcuno che ha paura di parlare in pubblico, questo tipo di scelta ti renderà maggiormente vulnerabile, perché sarai esposto totalmente. In questo caso ricordati di adottare una postura stabile, in modo da evitare balletti sul posto e dondolii che rischierebbero di trasmettere a te e al pubblico presente un sacco di ansia.
Parlare in piedi è considerato la scelta standard per la maggior parte delle presentazioni formali. In piedi, hai il controllo della stanza: la tua postura emana sicurezza e autorevolezza, elementi fondamentali per catturare l’attenzione. La posizione in piedi infatti è adatta quando è importante dimostrare leadership e credibilità o comunque in tutti quei casi in cui senti la necessità di attirare tutta l’attenzione su di te e sul tuo messaggio per renderlo più impattante
Può risultare inoltre utile stare in piedi quando hai di fronte un gruppo con grandi aspettative, opinioni forti e diverse, o con emozioni differenti. In questi casi c’è bisogno della presenza sicura di un oratore “disposto a prendere posizione.
Il linguaggio del corpo in questi casi gioca un ruolo chiave: gesticolare, camminare, e persino mantenere il contatto visivo diventa fondamentale e al tempo stesso più naturale e dinamico. Stare in piedi inoltre ti consente di dominare lo spazio, di avvicinarti al pubblico e di stabilire una connessione più personale.
Un altro aspetto positivo è la proiezione della voce. Stare in piedi aiuta a mantenere una postura eretta, facilitando la respirazione e permettendo una migliore modulazione vocale. Questo è essenziale per mantenere viva l’attenzione del pubblico, soprattutto in ambienti ampi o rumorosi.
Ci possono essere contesti in cui le aspettative, la tradizione o il contesto ti portano a doverti sedere e in questo caso dovrai fare attenzione al tuo corpo e alla tua voce.
Sedersi infatti limita la tua comunicatività fisica e può rendere più difficile mantenere un’energia alta durante la tua presentazione. Potresti inoltre sembrare meno autorevole o meno sicuro di te, soprattutto se la tua postura non è adeguata. Inoltre, dovrai essere attento nell’usare efficacemente la voce, perchè da seduti potrebbe risultare più difficile farla uscire in modo chiaro e forte .
Bisogna dunque essere accorti in questo senso. La gestualità e la voce devono essere un pochino enfatizzate da seduti, in maniera tale da sopperire alla postura meno autorevole.
Ma non ci sono solo svantaggi nel parlare in pubblico da seduti.
Essere seduti rende il rapporto con il pubblico paritario, riducendo la distanza psicologica tra te e i tuoi ascoltatori. Pertanto risulta utile farlo in contesti più intimi e informali, quando c’è magari bisogno di trasmettere fiducia, creare intimità e relazione o coinvolgere le persone raccontando una storia, condividendo una scoperta o svelare un segreto.
Se stai tenendo una conversazione interattiva, un workshop o un incontro più rilassato, sedersi potrebbe essere una buona idea per promuovere un’atmosfera più colloquiale e favorire la partecipazione.
Non sottovalutare la fatica fisica. Se devi esporre un discorso che va oltre i dieci minuti, stare in piedi potrebbe affaticarti e influenzare la qualità della tua esposizione. Viceversa, restare troppo tempo seduti potrebbe farti sembrare troppo rilassato o poco dinamico.
L’ideale?
Alternare. Se il contesto lo permette, iniziare in piedi per catturare l’attenzione e poi sedersi durante le domande o il dibattito finale può essere un buon compromesso.
Non ci sono regole qui, la tua sensibilità e l’analisi del contesto ti aiuteranno a scegliere cosa fare. In generale comunque la varietà aggiunge energia ed enfasi. Perché usare solo le parole per comunicare quando hai a disposizione anche un copro per poterlo fare?
Siediti per parlare quando ti trovi in un gruppo informale, magari un piccolo gruppo dove le persone non possono nascondersi tra la folla e c’è bisogno di un oratore che sappia creare fiducia. Quindi, unisciti al loro cerchio e siediti con loro. Sedersi è adatto anche quando:
Alzati per parlare quando vuoi alzare il livello di attenzione, sei di fronte a un gruppo con grandi aspettative, opinioni forti e diverse, o con emozioni differenti. In questi casi c’è bisogno della presenza sicura di un oratore “disposto a prendere posizione”.
In definitiva, non esiste una risposta univoca: dipende dal tipo di messaggio che vuoi trasmettere, dall’interazione con il pubblico e dal contesto. Se vuoi essere percepito come autorevole e coinvolgente, stare in piedi è la scelta ideale. Se invece cerchi un dialogo più diretto e informale, sederti può risultare più adatto. L’importante è sentirsi a proprio agio e utilizzare il proprio linguaggio del corpo e la voce in modo efficace, qualunque sia la tua posizione.
Come in ogni aspetto del public speaking, la chiave sta nella flessibilità e nella capacità di adattarsi alle circostanze!
Se vuoi saperne di più, su questo o su altri argomenti legati al public speaking contattami e scopriamo cosa posso fare per te.