Come gestire i vuoti di memoria quando devi parlare in pubblico

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Gestire i vuoti di memoria è una delle principali preoccupazioni di chi deve parlare in pubblico. Scopri in questo articolo cosa puoi fare prima, durante e anche dopo uno speech per affrontare questo problema.

Non c’è nulla di cui vergognarsi!

Può succedere a chiunque di dover gestire i vuoti di memoria quando ci si trova a parlare in pubblico. D’altronde siamo pur sempre esseri umani…

Anzi ti dirò di più… E’ successo anche a me!

Sento in lontananza il coro dei «No Andrea, non ci credo, non è possibile, e poi perché dovresti ammetterlo?».

Lo ammetto perché è una vita che continuo a dire che uno speaker non deve inseguire la perfezione, perché non è cosa di questo mondo. Gli imprevisti possono capitare, per quanto bene uno si sia preparato. Inoltre, saper accettare i propri errori è un’abilità che fornisce una marcia in più a qualsiasi performance.

Comunque, in tutta onestà, posso ammettere le mie dimenticanze perché le poche volte in cui mi è successo… non se ne è accorto nessuno!

Ma non si è trattato né di fortuna né di casualità. Esistono alcune strategie di public speaking che si possono mettere in atto per gestire i vuoti di memoria e che riguardano il prima, il durante e anche il dopo il tuo discorso in pubblico.

Vediamole insieme.

Cosa fare prima di un discorso in pubblico per gestire i vuoti di memoria.

Punto 1.

Innanzitutto evita di imparare il discorso a memoria. Sembra solo una battuta invece è una potente strategia: se non memorizzi il tuo speech non lo puoi scordare!

Già questo basterebbe, ma c’è anche dell’altro. A meno che tu non sappia abbinare le tecniche teatrali al public speaking (e lo sappia fare davvero bene!) ti sconsiglio vivamente di memorizzare il tuo speech: rischi di fare la figura del bimbo delle elementari che dice la poesia di Natale.

Cosa fare allora?

Lavora tantissimo sulla conoscenza della materia di cui parlerai, e sulla scelta precisa dei punti di cui vuoi trattare. Significa che devi conoscere molto bene il percorso mentale che devi fare tu per sviluppare l’argomento e quello che vuoi far fare al pubblico.

Avere chiaro in testa in ogni momento a che punto del discorso sei, ti consente di spostarti in modo agevole da altre parti e poi tornare indietro se necessario. Per aiutarti in questo puoi costruire il tuo speech con la regola del tre. Io la uso molto spesso perché mi aiuta a ricordare ciò devo dire e al tempo stesso aiuta il pubblico a ricordare ciò che ho detto.

Punto 2.

Lavora sulla tua mentalità e mettiti bene in testa che gli imprevisti (comprese le dimenticanze) possono ahimè capitare. Quindi devi allenarti a gestire gli errori e i contrattempi e a risolvere i problemi in corsa, senza giudicarti durante la performance. Allena la tua mente.

Quello che devi assolutamente evitare, come detto anche prima, è di non puntare alla perfezione, perché non esiste e perché crea ansia e paura di parlare in pubblico. Punta invece su quello che tu puoi controllare, vale a dire conoscenza del contenuto e capacità di improvvisare (l’improvvisazione è una competenza e quindi si può allenare; non confonderla con l’approssimazione).

Punto 3.

Concediti un adeguato riposo prima del tuo discorso. La mancanza di sonno e di riposo è una delle principali cause dei vuoti di memoria, per cui in fase di preparazione prevedi di avere a disposizione il giusto numero di ore di sonno la nottata prima del tuo intervento.

Ecco cosa puoi fare durante un discorso in pubblico per gestire i vuoti di memoria.

Se hai svolto per bene i tre punti precedenti sei pronto per uno speech di successo, perché anche un eventuale vuoto di memoria non sarà per te un problema.

Tuttavia voglio darti un ulteriore strumento, tanto banale quanto utile. Ricorda questo: nessuno ti vieta di avere vicino a te una scaletta del tuo intervento. Non è un segno di debolezza, è un segno di professionalità! Puoi avere un tablet, un foglio di carta, dei cartoncini da tenere in mano, trova ciò che risulta più comodo a te e più consono al contesto.

Mi raccomando però, non tenere gli occhi fissi sulla scaletta, guarda innanzitutto il pubblico. Se poi, nel corso dell’intervento ti dovessi perdere, con molta nonchalance, guarda sulla scaletta a che punto sei e riprendi da lì.

Attenzione! Non dare troppo peso a questo fatto, almeno fino a che non hai terminato il tuo discorso. Evidenziare un problema significa comunicarlo al pubblico e farti percepire come inadeguato, impreparato e goffo. Se ti stai perdendo lo devi sapere tu, non il pubblico.

Affronta invece il momento con calma, abbiamo detto che può succedere e io ti ho confessato che è capitato anche a me (ma il pubblico non se ne è accorto).

Hai un vuoto di memoria?

Fai un bel respiro profondo, guarda con tranquillità i tuoi appunti e poi riparti. Il respiro crea una pausa e il temporeggiare qualche istante ti farà percepire come un essere umano (il che è cosa buona, fidati!). Al tempo stesso però apparirai sicuro di te e molto competente rispetto a quello che stai dicendo, perché padrone della situazione.

Nei miei corsi di public speaking, ci alleniamo molto su questo aspetto perché, a parità di competenze sulla materia, fa la differenza in termini di performance.

C’è anche il dopo

C’è un passaggio molto importante che molti speaker ignorano. Dopo il tuo intervento devi prenderti del tempo per analizzare come sei andato. Oltre alla qualità della performance in generale, verifica di avere detto tutto quello che avevi da dire nel giusto ordine. Se hai saltato qualcosa appuntatelo, in modo da ricordarlo la volta dopo.

Fai questo passaggio anche se lo speech in questione non lo dovrai fare mai più, ti servirà per imprimere nella mente quel concetto che avevi scordato e farlo tuo per sempre.

Ancora una cosa.

Se la tua paura è quella di dimenticarti le cose non avere la tentazione di leggere il tuo discorso. Lo so che in molti lo fanno, ma i risultati sono disastrosi! Quindi non farlo. Leggere un discorso è la peggior cosa tu possa fare, perché risulterai noioso e distante.

Allenati invece sulle cose che ti ho suggerito sopra.

E’ difficile? Forse. E’ impossibile? No.

Impegno, allenamento e obiettivi chiari portano sempre a grandi risultati.

Quindi inizia a darti da fare e se hai bisogno di qualcuno che ti affianchi in questo percorso, contattami e scopri cosa posso fare per te.

Andrea Masiero
Andrea Masiero
Attore, Coach e Formatore. Mi piace vedere brillare gli occhi delle persone, quando si accorgono di riuscire a fare cose che neanche immaginavano di poter fare.

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